Non faremo alcun male agli animali e prepareremo uno squisito Tataki di manzo vegetale (a base di bistecchine di soia ) e lo insaporiremo con una salsa altrettanto squisita e facile da preparare.
Si chiama tataki una tecnica di cottura del cibo in Giappone, che viene ancora oggi (e, ormai, in tutto il mondo) utilizzata sia per la preparazione di ricette di pesce che di carne. Generalmente, il tataki si prepara con il tonno,che io ho già veganizzato e trovate nel blog !!!
Il metodo tradizionale per fare il tataki prevede che il taglio ,che deve essere, possibilmente, dello spessore superiore ai 4 cm, venga come prima cosa marinato in un composto di salsa di soia, zucchero e succo di limone, successivamente scottato su una piastra rovente per qualche secondo, poi impanato con sesamo tostato e infine tagliato a fette regolari della larghezza di almeno 1 cm.
Questo procedimento permette, tramite la reazione di Maillard, di sigillare la parte esterna del taglio utilizzato, in modo da mantenere all’interno tutti i succhi e le proprietà nutritive che altrimenti andrebbero perse durante la cottura.
Il tataki è come la vendetta: è un piatto che va servito freddo. Per questo motivo, alcuni chef immergono per qualche secondo i filetti appena scottati in una ciotola con acqua fresca e ghiaccio.
Un segreto che riguarda il sesamo: per renderlo ancora più buono e far sì che ogni chicco sprigioni appieno il proprio aroma, tosta velocemente il sesamo in padella prima di usarlo per impanare le fettine.
Tataki è una parola che significa, in giapponese, sminuzzato; ma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, sminuzzate non sono le carni che si cuociono con questa tecnica, bensì lo zenzero con cui viene servito e che si può aggiungere nella marinatura.
Le origini del tataki
Non c’è niente di certo, ma pare che questo metodo di cottura non sia così antico come, invece, sono un po’ tutte le cose che riguardano il Giappone. Pare, infatti, che il tataki sia un metodo di cottura diffusosi nel 1800, a seguito di un incontro ravvicinato tra un samurai e dei viaggiatori europei che stavano cuocendo delle carni su di una griglia.