Il tempeh è un alimento altamente proteico di origine indonesiane e un valido sostituto della carne.
Il più conosciuto è il tempeh a base di soia, ma può essere ricavato anche da altri prodotti, come vi ho mostrato nella ricetta del Tempeh di Arachidi.
Il tempeh è un prodotto originale e dal carattere spiccato: il suo aspetto è quello di un panetto di fagioli e il suo gusto ricorda funghi e noci. Ha un sapore più incisivo rispetto al tofu, dovuto alla fermentazione. È di colore chiaro e la sua consistenza è piuttosto compatta, con i fagioli di soia (o la materia prima scelta) ancora ben visibili.
Il tempeh si conserva in frigo e ricordate che va sempre cucinato per eliminare il retrogusto amarognolo.
I vari tipi di tempeh si distinguono tra loro per gli ingredienti utilizzati e le tempistiche di produzione. Sono:
Kedele, a base di soia
Gembus, a base di polpa di soia ottenuto dalla coagulazione del latte
Semangit, dal gusto pungente
Gódhóng, tempeh tradizionale incartato in foglie di banano
Prima di passare alla nostra ricetta, comincio a spiegare come cucinare il tempeh.
Esistono quattro modi facili e veloci per cucinare il tempeh che vi faranno innamorare di questo ingrediente. Qui ve li svelo.
Tempeh marinato
Tempeh al forno
Tempeh alla griglia
Tempeh in padella
Alla fine della ricetta scritta di oggi vi svelo in maniera dettagliata come effettuare queste 4 cotture in altre 4 ricette !!!
Ma veniamo alla ricetta di oggi!
Primo light con Tempeh e verdure di stagione! Io il tempeh lo preferisco in assoluto al Tofu al naturale, mi piace la consistenza e il profumo. Ci sono infiniti modi per preparare il tempeh ma questa è una ricetta light, quindi abbiamo tolto i soffritti, il sale e poco olio.
Il tutto sarà completato da una salsa cremosa al cocco e dal Gomasio che vi ho presentato nella scorsa ricetta !!!
Gomashio è il nome originale del gomasio, saporito condimento tradizionale da usare direttamente sulle vivande, prodotto con semi di sesamo tostati e sale marino. In giapponese, infatti, goma significa sesamo, mentre shio significa sale.
Amo questo primo asiatico vegano perché è goloso, piccante al punto giusto, soddisfacente, bello da vedere e non ha nulla a che vedere con il senso di “privazione” che talvolta – sbagliando – si associa alla cucina vegana.