Si pensa che la sua origine risalga a più di 2000 anni fa in Cina, quando veniva usata come metodo per conservare e insaporire i cibi. Introdotta in Giappone nel settimo secolo, la salsa di soia è poi diventata un ingrediente fondamentale usato in tutta la cucina asiatica, ma non solo. È infatti molto usata anche in Europa, dove fu importata per la prima volta nel 1700 dai commercianti olandesi.
Esistono tipi diversi di salsa di soia, il cui sapore e colore variano a seconda dei metodi usati per la produzione.
La salsa di soia è un condimento principale in molte cucine asiatiche, da quella cinese a quella giapponese, fino alla coreana e indonesiana. A seconda del paese di produzione e dei metodi usati, ogni salsa ha sapore e colore leggermente differenti.
Solo in Giappone ne esistono di diversi tipi:
Salsa di soia scura (Koikuchi): originaria della regione di Kanto, ma ormai diffusa in tutto il paese, rappresenta circa l’80% della produzione totale giapponese. Viene prodotta con parti uguali di fagioli di soia e grano, e si caratterizza per il suo sapore salato e umami.
Salsa di soia chiara (Usukuchi): più salata e dal colore meno intenso rispetto alla salsa di soia Koikuchi, è oroginaria della regione di Kansai. Il suo colore chiaro si deve all’aggiunta dell’amazake, un liquido dolce ottenuto dalla fermentazione del riso.
Salsa di soia Tamari: dal colore scuro e dal forte sapore umami, è l’unica salsa di soia giapponese senza glutine. La salsa di soia Tamari è infatti un’ottima alternativa per chi soffre di celiachia.
Salsa di soia bianca (Shiro Shoyu): dalla colorazione molto leggere, questo tipo di salsa di soia viene prodotta principalmente con il grano e una piccola parte di soia.
Salsa di soia a doppia fermentazione (Saishikomi): si ottiene dalla doppia fermentazione della salsa koikuchi. Ha un aspetto più denso e un sapore più intenso ma meno salato.
Salsa di soia Marudaizu: a differenza di altre salse di soia, che sono fatte con una combinazione di fagioli di soia interi e sgrassati, la salsa di soia marudaizu è fatta solo con fagioli di soia interi.
Salsa di soia a ridotto contenuto di sale: ha un quantitativo di sale minore rispetto alla salsa di soia tradizionale, che le conferisce una sapore più delicato. Viene prodotta sottoponendo la salsa koikuchi uno speciale processo di fermentazione che mantiene il sapore riducendo il contenuto di sale di circa il 50%.
Prepariamo insieme un eccellente sostituto, molto simile alla famosa salsa di soia, pensato per chi soffre di allergie. Questa versione è completamente priva di glutine e senza tracce di soia. Ho sempre adorato la salsa di soia, un ingrediente straordinario che dona sapore a tantissimi piatti della cucina etnica e non. Purtroppo, chi ha scoperto di essere allergico alla soia, è stato costretto a rinunciarvi per molto tempo. Poi mi è balenata un’idea: ricrearla utilizzando soltanto ingredienti privi di soia e totalmente gluten free, così da poterci godere una valida alternativa. Oggi voglio condividere con te la ricetta di questa salsa, ideale per condire sushi, piatti etnici e molto altro. Dopo lunghe ricerche e diverse prove per affinare il gusto, ho ricevuto anche il parere positivo dei miei commensali. Secondo loro, il risultato somiglia davvero in modo sorprendente alla classica salsa di soia. L’emozione nel preparare un’alternativa perfetta, adatta alle esigenze alimentari di tanti e priva di ingredienti ai quali siete allergici, è stata indescrivibile.
O soltanto non avete tempo di preparare la salsa di soia in casa o ne avete bisogno con una certa urgenza, provate a sostituirla con questa salsa. Gli ingredienti e i mix che vi propongo richiamano il colore, la consistenza, il profumo ed anche il gusto della salsa di soia, e potete utilizzarli in tutte le ricette in cui è menzionata tra gli ingredienti.
Finalmente possiamo arricchire i nostri piatti senza preoccupazioni. Seguire i passaggi per preparare questa salsa senza soia è semplice e accessibile a tutti e soprattutto è molto più economica dell’originale.